Articolo del mese2018-12-19T14:37:35+00:00
  • stress e denti

Stress e denti: l’affaticamento può causare problemi ai denti?

mercoledì, 31 luglio 2019|0 Commenti

Gli effetti negativi dello stress non riguardano solo il nostro benessere mentale, ma anche quello associato al nostro corpo: problemi cardiovascolari, mal di testa e acuirsi di sintomi dolorosi. C’è uno stretto legame anche tra stress e denti. A dimostrarlo diversi studi che hanno documentato la relazione tra affaticamento psico-fisico e danni a denti e gengive.

La Harvard University, in uno studio, ha infatti documentato la stretta relazione tra stress e denti. Elevati livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) possono avere effetti negativi su denti e gengive. Lo stress potrebbe ad esempio agire sul sistema immunitario causando un indebolimento delle difese, amplificando così patologie causate da batteri patogeni presenti nella placca dentale come parodontiti, gengiviti e carie. Quando le difese immunitarie si abbassano, il nostro organismo viene ostacolato nella lotta contro le infezioni: come risultato potremmo avere gengive sanguinanti, alitosi e mal di denti generalizzato.

Ma il legame tra stress e denti non è dovuto solo al cortisolo. Una persona sopraffatta dagli impegni tende inevitabilmente a prendersi meno cura di se stessa, e quindi anche dei propri denti. In caso di forte stress è dunque importante non abbassare il livello di attenzione nei confronti dell’igiene orale. Spazzolino, dentifricio e filo interdentale sono l’unico mezzo a nostra disposizione per rimuovere la placca ed evitare la formazione di carie, favorita da un ambiente reso debole e poco resistente dalla presenza del cortisolo.

A unire stress e denti c’è anche il bruxismo. Digrignare i denti è la prima forma di difesa che l’organismo mette in atto per fare fronte a una situazione stancante. Questa cattiva abitudine, a lungo andare, può però usurare i denti e provocare delle micro fratture, oltre a una serie di disturbi come danni all’articolazione temporo-mandibolare, mal di testa e dolori alla cervicale.

Insomma, è chiaro come lo stress possa essere una causa indiretta della perdita dei denti. Se anche non sempre è possibile evitare condizioni di ansia, possiamo però tenere sotto controllo la nostra salute orale tramite una corretta igiene e visite periodiche.

 

COME RIDURRE LO STRESS

Diversi studi hanno confermato il legame tra stress e denti. Un periodo di grande affaticamento può essere un’importante causa indiretta della perdita dei denti. E anche se non tutti rispondono nello stesso modo agli stati d’ansia, lo Studio dentistico Zanotti – il tuo dentista di Castel Maggiore – proverà a indicare alcuni semplici rimedi.

La prima cosa da fare in caso di stress, è svolgere attività che possano contrastare e ridurre questo stato: una passeggiata al parco, un’uscita con gli amici o qualsiasi altra cosa abbia il potere di farci distrarre.

Per difenderci dal mal di denti da stress è inoltre importante prendersi cura della propria salute orale. Spazzolino, filo interdentale e dentifricio sono i nostri più grandi alleati nella lotta alla placca. Anche l’alimentazione può aiutarci contro lo stress: è importante consumare pasti sani e almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, così da fare scorta di vitamine e sali minerali, amici della nostra bocca.

In caso di importanti problemi ai denti, è comunque bene consultare il proprio dentista che saprà consigliare la terapia più adatta alle esigenze individuali.

  • carie nei bambini

Bibite e zuccheri: aumentano i casi di carie tra i bambini

mercoledì, 17 luglio 2019|0 Commenti

In Italia continuano a crescere i casi di carie nei bambini. Le cause sono ascrivibili principalmente al consumo eccessivo di bibite zuccherate e alimenti dolci. Le cose non possono che peggiorare quando a questa cattiva abitudine si associa una scarsa igiene orale.

Se il consumo occasionale di bibite gassate non costituisce un grosso problema per il nostro sorriso, la loro assunzione quotidiana può modificare il pH del cavo orale. Queste bevande contengono anidride carbonica associata a zucchero, combinazione che indebolisce le strutture gengivali e dello smalto. Il risultato è la penetrazione della flora batterica, responsabile della formazione delle carie nei bambini.

 

LO STUDIO CONDOTTO DALLE UNIVERSITÀ DI GLASGOW ED EDIMBURGO

L’assunzione di zuccheri a rapido assorbimento, ossia quelli contenuti nei dolci e nel cibo spazzatura in generale, favorisce l’accumulo di placca e la creazione di un ambiente eccessivamente acido nel cavo orale, promuovendo così l’insorgenza della carie nei bambini.

L’impatto dell’alimentazione sulla salute dei denti dei più piccoli è quindi significativo. A confermarlo è lo studio pubblicato sul Journal of Public Health e condotto delle Università di Glasgow e di Edimburgo sulla base di dati sull’alimentazione, cure dentarie e problemi di carie relativi a quasi 4.000 bimbi tra i 2 e i 5 anni di età.

Dalla ricerca britannica è emerso che i bambini che a 2 anni hanno una scarsa igiene orale (lavano i denti meno di una volta al giorno o non li lavano affatto) presentano un rischio doppio di sviluppare carie già a 5 anni rispetto ai coetanei che lavano regolarmente i denti. Lo stesso vale per i bimbi che mangiano male. Chi consuma molte bevande zuccherate e cibo spazzatura ha il doppio delle probabilità di sviluppare carie rispetto ai coetanei che mangiano in modo sano.

 

L’ACQUA È LA PRIMA FORMA DI IGIENE

Il primo e prezioso alleato della salute della bocca è l’acqua, eppure non è insolito che i bambini preferiscano bere succhi di frutta o altre bevande zuccherate.

Se anche i succhi garantiscono un buon livello di idratazione, è consigliato limitarne il consumo, e non solo a causa dell’elevato contenuto di zuccheri. L’acqua è insostituibile per quanto riguarda la prevenzione della carie nei bambini. Dopo avere mangiato, sciacquare la bocca con l’acqua costituisce infatti la prima forma di igiene.

 

L’IMPORTANZA DI DENTI DA LATTE SANI

Ridurre il consumo di zucchero nei bambini è quindi desiderabile, e non solo per la salute dei denti. Oltre a favorire l’insorgenza di carie nei bambini, gli zuccheri sono causa di sovrappeso e obesità infantile.

Anche se la dentatura in età infantile è temporanea, le basi per una buona salute della bocca a lungo termine si creano già nell’età dei denti da latte. Per questo motivo, prevenire la formazione di carie nei bambini insegnando loro l’importanza dell’igiene orale e di un’alimentazione sana è di primaria importanza.

È cruciale che la dentatura decidua mantenga la propria integrità. La radice del dente da latte agisce infatti come una sorta di guida per l’eruzione del dente permanente. Di conseguenza, se il dente da latte si ammala o viene estratto prematuramente, quello permanente potrebbe avere problemi a svilupparsi.

 

IL RUOLO DEL PEDODONTISTA NEL PREVENIRE LA CARIE NEI BAMBINI

Scopo del dentista dei bambini è quello di promuovere una sana e armonica crescita dei più piccoli e dei loro denti. Per questo è importante procedere a controlli periodici: monitorando in maniera costante la bocca del piccolo paziente, il pedodontista potrà definire una più mirata e corretta profilassi da seguire.

La carie è una delle patologie più comuni nei piccoli pazienti e il compito del dentista è quello di insegnare loro l’importanza dell’alimentazione e le pratiche per una corretta igiene dentale.

 

L’IGIENE DENTALE PUÒ DIVENTARE UN GIOCO

Se parte del lavoro del pedodontista è insegnare ai piccoli pazienti come e quando lavare i denti, quello dei genitori è di assicurarsi che i bambini lo facciano con regolarità.

La corretta igiene orale è alla base della prevenzione della carie nei bambini. Perché siano abituati a prendersi cura dei loro denti, è importante che i bimbi vivano questo momento come un divertimento e non come un noioso obbligo. È pertanto consigliato acquistare spazzolini colorati con i personaggi dei cartoni animati da loro preferiti.

Ricordiamo inoltre che l’uso del dentifricio è sconsigliato al di sotto dei 3 anni di età: il bambino, per curiosità o per gioco, finirebbe per ingerirlo.

  • traumi dentali

Traumi dentali nei bambini: lo Studio dentistico Zanotti di Castel Maggiore spiega cosa fare

mercoledì, 12 giugno 2019|0 Commenti

I traumi dentali in età pediatrica sono eventi piuttosto comuni che coinvolgono soprattutto i bambini che hanno appena iniziato a camminare o quelli molto vivaci. Circa la metà dei bimbi ha infatti un’esperienza di trauma dentale e l’incidente più frequente è la frattura della corona.
In caso di traumi importanti possono essere coinvolti anche più denti e le strutture ossee che li sostengono; il trattamento della lesione varia quindi in maniera considerabile a seconda della gravità dell’incidente.
Con questo articolo lo Studio Zanotti, il dentista di Castel Maggiore, vuole fornirvi gli strumenti necessari per reagire in maniera adeguata a questo tipo di incidenti, siano essi lievi o più gravi.

 

TRAUMI DENTALI: COSA FARE

In caso di traumi dentali, l’intervento da parte dell’odontoiatra non è sempre necessario e varia di molto a seconda dall’incidente; è quindi più importante la prontezza dei genitori o di chiunque stia badando al bambino.
Subito dopo l’incidente, la ferita deve essere risciacquata con acqua fredda e si può eventualmente posizionare un impacco di ghiaccio sulle labbra e sugli altri tessuti per ridurre gonfiore e dolore. In caso di sanguinamento copioso, l’emorragia può essere fermata comprimendo la ferita con della garza sterile. Se l’emorragia non si arresta nel giro di 5-10 minuti, è necessario portare il bambino dal medico o al pronto soccorso.
I traumi dentali possono causare dolore, che può essere ancora più intenso in presenza di ferite alla mucosa orale o a guance e mandibola. In questa circostanza può essere necessario somministrare al bambino un analgesico, ma solo su indicazione del pediatra.

 

I POSSIBILI TRAUMI DENTALI

Non tutti i traumi dentali hanno uguale gravità, è quindi bene capire quando è necessario rivolgersi al dentista e quando no. Per aiutarvi a prendere la decisione giusta, lo Studio Zanotti, il dentista dei bambini di Castel Maggiore, vi spiega di seguito i traumi più comuni e i comportamenti da tenere.

Distacco di un piccolo frammento della corona. In genere, questo trauma dentale è a carico dei denti anteriori ed è frequente nei primi anni di vita, interessando più spesso i denti decidui. In questo caso è sufficiente pulire la ferita e applicare del ghiaccio per limitare il gonfiore e il sanguinamento.
Frattura della corona o della radice. Questo tipo di trauma è più grave del precedente perché può esserci un danno importante alla polpa del dente. Dopo aver pulito la ferita e applicato il ghiaccio è quindi necessario ricorrere alle cure di un odontoiatra.
Intrusione del dente. A causa del trauma, il dente viene spinto all’interno dell’osso alveolare. Se si tratta di un dente deciduo e l’intrusione è al massimo di 3 mm, non ci sono particolari rischi per il germe del dente permanente sovrastante. Oltre i 3 mm di intrusione è invece necessario rivolgersi al dentista dei bambini.
Estrusione del dente. Si ha un’estrusione quando il dente è parzialmente fuori dall’alveolo. In questo caso il dente va riposizionato il più presto possibile ed è quindi necessario ricorrere alle cure dell’odontoiatra.
Lussazione del dente. I traumi dentali con conseguente lussazione comportano uno spostamento del dente in direzione delle labbra, della lingua o lateralmente. Nei bambini di 1-2 anni di età, si verifica perché l’osso che circonda i denti decidui è abbastanza elastico: in questo caso è necessario riportare il dente lussato nella posizione originaria premendo delicatamente con le dita. Una volta riposizionato il dente è bene portare il bambino dal dentista, per controllare che non ci siano problemi.
Avulsione. Si tratta di un trauma particolarmente grave: il dente si distacca dall’osso alveolare e lo strato protettivo attorno alla radice si essicca e muore, a meno che il dente non venga reimpiantato velocemente. Nel caso di dente permanente, quindi, questo va riposizionato immediatamente nell’osso alveolare: prima viene eseguita questa operazione, più elevata sarà la possibilità che il dente sopravviva.

In caso di traumi dentali è bene mantenere la calma e non preoccuparsi troppo, tuttavia è consigliato non sottovalutare il danno. Chiamate quindi il vostro dentista di fiducia perché possa controllare che non ci siano problemi gravi.

  • dentifricio sbiancante

Dentifricio sbiancante: funziona davvero?

mercoledì, 8 maggio 2019|0 Commenti

Tutti noi sogniamo un sorriso dal bianco abbagliante, ma basta davvero utilizzare un dentifricio sbiancante per avere denti più belli?

Non proprio. Il dentifricio non influisce sul colore intrinseco del dente, la sua azione è quindi esclusivamente esterna: al massimo può aiutarci a eliminare qualche macchia superficiale causata da zucchero, caffè, tè e da tutti gli altri alimenti pigmentosi.

L’utilizzo di un dentifricio sbiancante ha quindi risultati limitati e, in alcuni casi, può persino avere effetti collaterali, come spiegheremo in maniera più approfondita nei prossimi paragrafi. Per avere denti più bianchi e un sorriso da star, è dunque necessario sottoporsi a uno sbiancamento professionale dal dentista.

DENTIFRICI A EFFICACIA MECCANICA

Sul mercato sono presenti dentifrici sbiancanti progressivi che contengono una concentrazione maggiore di agenti abrasivi rispetto agli altri dentifrici.

Questo tipo di dentifricio sbiancante ha quindi un’efficacia meccanica, funziona cioè grazie all’azione di agenti chimici come silice, solfati e perliti che determinano un’azione abrasiva calibrata dello smalto dei denti. Si tratta quindi di una sorta di scrub che elimina i residui alimentari e le macchie che tendono a ingiallire i denti.

L’uso continuativo di questi dentifrici può avere però delle conseguenze negative sulla salute dei denti: un impiego prolungato di questi prodotti può usurare lo smalto dei denti, fino a favorire la formazione dei denti gialli. Il dentifricio sbiancante ad azione meccanica può inoltre aumentare il rischio di ipersensibilità, carie e pulpite. Fate dunque attenzione a usare il prodotto solo come trattamento periodico.

DENTIFRICI A EFFICACIA CHIMICA

In commercio esistono poi prodotti sbiancanti a efficacia chimica, composti da sostanze che sciolgono alcune macchie dei denti. Il dentifricio sbiancante a efficacia chimica agisce internamente allo smalto dentale, sbiancando le sostanze che ingialliscono i denti.

La loro azione è meno rapida rispetto ai prodotti ad azione meccanica e i risultati sono visibili solo dopo qualche applicazione.

MEGLIO AFFIDARSI A UN PROFESSIONISTA

Se usato nella giusta misura, il dentifricio sbiancante può aiutarci a mantenere un sorriso più bello, ma da solo non basta. A esso dobbiamo associare una dieta sana e una corretta igiene orale.

L’effetto di questi prodotti, però, non è altrettanto duraturo e immediato di uno sbiancamento dentale professionale. Il vostro dentista saprà inoltre valutare il trattamento più adatto al vostro sorriso: sedute di laser, mascherine personalizzate o faccette di porcellana.

Lo sbiancamento dentale con il laser consiste nell’applicare un gel viscoso a elevata concentrazione di perossido di idrogeno. I denti vengono poi esposti alla luce di speciali lampade al plasma che accelerano l’effetto di penetrazione della sostanza sbiancante contenuta nel gel. L’operazione può durare dai 30 ai 90 minuti, a seconda della colorazione iniziale dei denti. Basta una seduta, o al massimo due, per avere denti più bianchi e un sorriso più sano.

Per utilizzare le mascherine, è invece necessario fare il calco delle arcate del paziente. Il calco servirà da modello per la realizzazione di una mascherina di silicone morbido, perfettamente aderente ai denti. La mascherina viene poi cosparsa di un gel sbiancante e applicata alle arcate dentarie. Sarà il dentista a stabilire la durata del trattamento.

Anche le faccette ceramiche, lamine in ceramica che vengono applicate sulla superficie esterna dei denti, ci aiutano a sfoggiare un sorriso brillante. In genere si ricorre a questa tecnica nel caso in cui le altre due siano inefficaci, a causa di denti troppo rovinati. Le faccette ceramiche garantiscono un ottimo risultato anche nel lungo termine, dal momento che la ceramica ha la caratteristica di non subire pigmentazioni.

Perché è utile procedere a controlli odontoiatrici periodici nell’infanzia

venerdì, 5 aprile 2019|0 Commenti

I controlli odontoiatrici periodici sono essenziali per preservare la salute della bocca di tutta la famiglia. Se sottoporsi regolarmente a check-up è sempre una buona pratica, diventa un imperativo nel caso di pazienti in età infantile. Esami regolari permettono infatti di anticipare eventuali problemi o evitare che possano diventare più gravi.

Non è improbabile andare incontro a problemi odontotecnici in età infantile. La crescita delle ossa e la permuta dei denti nascondono non poche insidie che, se non precocemente scoperte, possono evolvere in patologie più delicate, lunghe e costose da trattare. Per questo motivo è importante che i genitori comprendano l’importanza dei controlli odontoiatrici periodici per i bambini: solo attraverso esami frequenti il dentista può rendersi conto di quello che accade nella bocca dei suoi piccoli pazienti e agire di conseguenza.

Lavorare sulla prevenzione è di grande importanza per lo Studio dentistico Zanotti di Castel Maggiore. I nostri dentisti dei bambini sanno bene che solo attraverso una corretta profilassi si evitano ai più piccoli cure traumatiche e dolorose.

LA PRIMA VISITA E I CONTROLLI PERIODICI

È intorno ai 3 anni di età che i bambini completano la loro dentatura da latte. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, anche i denti decidui hanno bisogno di cure. Lo Studio dentistico Zanotti di Castel Maggiore consiglia quindi di fare la prima visita odontoiatrica proprio verso i 3-4 anni. La prima visita è particolarmente importante e permette di verificare che la crescita dei denti da latte sia avvenuta completamente.

Dopo la prima visita, occorre procedere a controlli odontoiatrici periodici ogni 6-12 mesi, a seconda delle esigenze del piccolo paziente.

È però intorno ai 6 anni di età che i denti dei bambini possono presentare complicazioni anche importanti. Questa è l’età in cui cominciano a comparire i primi denti permanenti e diventa necessario elaborare un piano per la prevenzione della carie. Prevenire attraverso la definizione di una specifica profilassi significa non solo godere di una bocca sana, ma anche evitare ai più piccoli cure traumatiche e dolorose.

I bambini di 6 anni vanno anche incontro alla possibilità che si formino le prime malocclusioni. Anche in questo caso è importante che il dentista sia messo in condizioni di intervenire in maniera tempestiva con il giusto apparecchio ortodontico.

Procedere a controlli odontoiatrici periodici è importante anche per rendere più sereno l’approccio dei più piccoli all’odontoiatria: portare il bambino dal dentista quando ancora non sono presenti patologie o problemi aiuta a instaurare un buon rapporto tra il dentista e il piccolo paziente. Se il bambino impara che andare dal dentista non è doloroso, è più facile stabilire un legame corretto e sereno con il medico.

COSA FA IL DENTISTA DEI BAMBINI

Scopo principale dello Studio dentistico Zanotti di Castel Maggiore e dei suoi pedodontisti è quello di promuovere una sana e armonica crescita dei bambini e dei loro denti. I controlli odontoiatrici periodici servono proprio a questo. Monitorando in maniera costante la bocca del piccolo paziente, il dentista dei bambini potrà definire la corretta profilassi da seguire in maniera più mirata.

In età pediatrica, la carie è una delle patologie più comuni nei piccoli pazienti. Compito del dentista dei bambini è, prima di tutto, quello di insegnare ai più piccoli le pratiche per una corretta igiene dentale. Per abbattere il rischio di sviluppare carie, si può inoltre procedere alla sigillatura dei molari o alla fluoroprofilassi.

Allo steso modo, controlli odontoiatrici periodici permettono inoltre di poter intervenire in tempi rapidi in caso di malocclusioni, sovraffollamento dentario o palato stretto. Intervenire tramite l’installazione di apparecchi durante l’infanzia aiuta a prevenire problemi simili durante l’adolescenza e a evitare trattamenti complessi nel futuro.

Alitosi: quali sono i cibi che aiutano a combatterla?

martedì, 26 marzo 2019|0 Commenti

L’alitosi è un disturbo seccante che può farci sentire a disagio e influire negativamente sulla nostra vita sociale. Si tratta di una patologia che può colpire soggetti di qualsiasi età, anche se è più comune nei soggetti adulti.

Le cause più frequenti dell’alitosi sono la scorretta igiene orale, malattie metaboliche come diabete o disfunzioni renali, e patologie digestive come gastrite e reflusso. Un’altra causa non secondaria è l’alimentazione.

ALITOSI: COSA EVITARE

Nel caso di alitosi transitoria, quando cioè questo disturbo non è di natura patologica, è consigliato evitare tutti quei cibi che possono appesantire la digestione.

  • Zucchero, dolciumi e bevande zuccherate possono generare importanti cariche batteriologiche, causa dell’alito cattivo.
  • Le carni grasse o affumicate, il latte e i formaggi stagionati, a causa del loro elevato contenuto di zolfo, sono nemici dell’alito fresco. Lo stesso vale per uova, molluschi, aglio, cipolla e spezie.
  • Contribuiscono all’alitosi anche condimenti grassi come burro, margarina o strutto, responsabili di rallentare la digestione.

Questo non significa che i cibi sopra elencati debbano essere del tutto esclusi dalla dieta. Si suggerisce di limitarne il consumo e di lavarsi bene i denti dopo averli mangiati.

È bene controllare anche il consumo di bevande alcoliche. Altrettanto temibile è il fumo di sigaretta, tra i maggiori responsabili della diminuzione e dell’alterazione della salivazione e quindi dell’alitosi.

ALITOSI: I CIBI CHE AIUTANO A COMBATTERLA

Per combattere l’alitosi e prevenirla è raccomandabile seguire una dieta ricca di acqua che stimoli la produzione della saliva e svolga una funzione rinfrescante.

  • Privilegiate il consumo di cereali integrali e di proteine facilmente digeribili.
  • Frutta e verdura di stagione sono dei validi alleati. Gli agrumi, grazie alle loro proprietà antibatteriche, permettono di diminuire la carica batterica orale. Fragole e mele aiutano invece a mantenere un alito fresco e a prevenire la formazione di placca dentale. Tuttavia quando l’alitosi è dovuta a un’eccessiva acidità di stomaco, bisognerebbe non eccedere nel consumo di frutta che potrebbe contribuire al disturbo.
  • Grazie alle loro proprietà antisettiche, ci aiutano a combattere l’alito cattivo anche le erbe aromatiche come menta piperita, salvia, timo, basilico e prezzemolo.

È ovvio che la dieta suggerita deve accompagnarsi a uno stile di vita sano. Oltre a evitare fumo e tabacco, è importante curare la propria igiene orale. Paradossalmente, è anche consigliato moderare l’uso di collutori antisettici che, a causa della loro azione astringente, causano una diminuzione della salivazione.