Articolo del mese2018-12-19T14:37:35+00:00
  • gengive sane

Gengive sane: le 6 regole dello Studio dentistico Zanotti di Castel Maggiore

mercoledì, 18 settembre 2019|0 Commenti

Perché la nostra bocca sia in buona salute non basta avere denti bianchissimi, servono gengive sane. Le gengive sono inoltre un ottimo indicatore del benessere non solo del cavo orale, ma del nostro stato di salute in generale: spesso infatti i batteri causa delle infiammazioni delle gengive sono legati ad altre gravi malattie.

Gengive rosse o sanguinanti si possono però prevenire con un’accurata e regolare pulizia della bocca. Quasi ⅗ della popolazione italiana soffre di una qualche forma di patologia infiammatoria che colpisce il tessuto di sostegno del dente. A causare le gengiviti sono quasi sempre i batteri, la cui presenza è dovuta a un’igiene orale insufficiente, al consumo di tabacco o allo stress. 

Per avere gengive sane e combattere le infiammazioni, molto spesso è necessario rispettare poche semplici regole.

  1. Stop a fumo e cattiva alimentazione. Se il fumo rallenta il flusso sanguigno delle gengive, il consumo di alimenti zuccherini, bibite gassate e alcol stimola la proliferazione dei batteri e la formazione della placca. Un primo passo verso gengive sane consiste quindi nello smettere di fumare e seguire una dieta più sana ed equilibrata. E a giovare di questi comportamenti non sarà solo la bocca, ma l’intero corpo.
  2. Evitare lo stress. Le gengive rispondono alle tensioni con irritazioni e sanguinamenti, è quindi importante combattere lo stress, ad esempio facendo attività fisica all’aperto.
  3. Calcio e vitamina C. Una dieta ricca di latte, frutta e verdura è un’ottima alleata delle gengive sane. Il calcio contenuto nel latte e la vitamina C di agrumi e spinaci aiutano a neutralizzare l’azione dei batteri e a rinforzare le gengive.
  4. Igiene orale. Una corretta igiene orale è fondamentale per avere una bocca sana. È quindi consigliato lavare i denti almeno 2 volte al giorno e utilizzare il filo interdentale o lo scovolino dopo i pasti. Per spazzolare i denti, meglio uno spazzolino elettrico: più preciso rispetto a quello manuale, garantisce una maggiore rimozione della placca batterica, prima causa delle infiammazioni delle gengive. 
  5. Pulizia professionale dei denti. Una corretta igiene orale da sola non basta. Per avere gengive sane è necessario eliminare la placca dentaria tramite una seduta di igiene dentale dal dentista. 
  6. Salvia e aloe. Ci sono piante che aiutano a mantenere gengive sane, è il caso dell’aloe e della salvia. Entrambe queste piante hanno proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Il gel di aloe può essere utilizzato contro il rossore, mentre l’infuso di salvia si può utilizzare come collutorio. 
  • ipomineralizzazione nei bambini

Ipomineralizzazione nei bambini: cos’è e come si cura

mercoledì, 28 agosto 2019|0 Commenti

La ipomineralizzazione nei bambini (Molar Incisor Hypomineralization – MIH) è una patologia di origine sistemica, ancora poco conosciuta ma in forte espansione. Definita come uno sviluppo difettoso dello smalto dentale, colpisce sia i molari decidui che i primi molari permanenti, e talvolta anche gli incisivi permanenti.

La MIH si manifesta come un difetto qualitativo dello smalto dovuto a un’alterazione della sua calcificazione. Il risultato sono denti che appaiono come macchiati, caratterizzati da opacità dello smalto dentale che va dal bianco a un colore brunastro. 

I SINTOMI DELLA IPOMINERALIZZAZIONE NEI BAMBINI

Il manifestarsi della ipomineralizzazione nei bambini è spesso piuttosto evidente. La prima avvisaglia è il colore dei denti, che risultano opachi e presentano un colore giallastro o marrone, sintomo di una maggiore porosità dello smalto. Più il colore dei denti è scuro, minore sarà la durezza dello smalto. 

Se, in uno stadio lieve della patologia, il sintomo è riconoscibile solo nel mutamento del colore dello smalto, con l’aggravarsi dell’ipomineralizzazione nei bambini possono insorgere disturbi quali:

  • ipersensibilità agli stimoli termici;
  • dolore durante lo spazzolamento dei denti;
  • erosione della parte superficiale dello smalto;
  • lesione dello smalto e conseguente frattura.

 

LE CAUSE DELLA IPOMINERALIZZAZIONE DELLO SMALTO

Le cause della ipomineralizzazione nei bambini non sono ancora del tutto comprese. 

Tra le ipotesi, quella più avvalorata indica come responsabili alcune malattie contratte nei primi 3 anni di vita, periodo in cui i bambini sono nella fase di mineralizzazione dei denti.

Non essendo così facilmente individuabile la causa della ipomineralizzazione nei bambini, per una diagnosi corretta, è di fondamentale importanza affidarsi a dentisti specializzati in pedodonzia: in alcuni casi infatti l’ipomineralizzazione potrebbe essere confusa con fluorosi o altre patologie legate allo smalto dei denti. 

Per il contrasto alla malattia, molto importante è anche il ruolo dei genitori. Al manifestarsi di uno dei sintomi ascrivibili all’ipomineralizzazione nei bambini, è necessario portare il piccolo dal dentista. Un intervento immediato può evitare ai piccoli pazienti danni che possono diventare anche molto gravi. 

 

L’IMPORTANZA DI UNA DIAGNOSI PRECOCE

La MIH è una patologia sistemica e quindi impossibile da prevenire, ma una sua diagnosi precoce può incidere sulla buona riuscita della terapia. 

La mancata diagnosi tempestiva dell’ipomineralizzazione dei bambini porta inoltre lo smalto al post-eruptive break-down e cioè a una frattura che espone direttamente la dentina al pericolo di attacchi batterici, con conseguente formazione di carie o altre infezioni. 

 

MIH: LA TERAPIA

Il primo intervento necessario per la cura della ipomineralizzazione dei bambini riguarda il trattamento dell’ipersensibilità dei denti.

Questo sintomo rende infatti difficile l’intervento del dentista o anche solo l’adempimento delle normali manovre di igiene dentale da parte dei bambini. 

In caso di malattia in stadio avanzato, si procede con il recupero degli elementi dentali compromessi. Alcune terapie prevedono anche la remineralizzazione dei denti con specifici prodotti a base di fluoro.

  • stress e denti

Stress e denti: l’affaticamento può causare problemi ai denti?

mercoledì, 31 luglio 2019|0 Commenti

Gli effetti negativi dello stress non riguardano solo il nostro benessere mentale, ma anche quello associato al nostro corpo: problemi cardiovascolari, mal di testa e acuirsi di sintomi dolorosi. C’è uno stretto legame anche tra stress e denti. A dimostrarlo diversi studi che hanno documentato la relazione tra affaticamento psico-fisico e danni a denti e gengive.

La Harvard University, in uno studio, ha infatti documentato la stretta relazione tra stress e denti. Elevati livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) possono avere effetti negativi su denti e gengive. Lo stress potrebbe ad esempio agire sul sistema immunitario causando un indebolimento delle difese, amplificando così patologie causate da batteri patogeni presenti nella placca dentale come parodontiti, gengiviti e carie. Quando le difese immunitarie si abbassano, il nostro organismo viene ostacolato nella lotta contro le infezioni: come risultato potremmo avere gengive sanguinanti, alitosi e mal di denti generalizzato.

Ma il legame tra stress e denti non è dovuto solo al cortisolo. Una persona sopraffatta dagli impegni tende inevitabilmente a prendersi meno cura di se stessa, e quindi anche dei propri denti. In caso di forte stress è dunque importante non abbassare il livello di attenzione nei confronti dell’igiene orale. Spazzolino, dentifricio e filo interdentale sono l’unico mezzo a nostra disposizione per rimuovere la placca ed evitare la formazione di carie, favorita da un ambiente reso debole e poco resistente dalla presenza del cortisolo.

A unire stress e denti c’è anche il bruxismo. Digrignare i denti è la prima forma di difesa che l’organismo mette in atto per fare fronte a una situazione stancante. Questa cattiva abitudine, a lungo andare, può però usurare i denti e provocare delle micro fratture, oltre a una serie di disturbi come danni all’articolazione temporo-mandibolare, mal di testa e dolori alla cervicale.

Insomma, è chiaro come lo stress possa essere una causa indiretta della perdita dei denti. Se anche non sempre è possibile evitare condizioni di ansia, possiamo però tenere sotto controllo la nostra salute orale tramite una corretta igiene e visite periodiche.

 

COME RIDURRE LO STRESS

Diversi studi hanno confermato il legame tra stress e denti. Un periodo di grande affaticamento può essere un’importante causa indiretta della perdita dei denti. E anche se non tutti rispondono nello stesso modo agli stati d’ansia, lo Studio dentistico Zanotti – il tuo dentista di Castel Maggiore – proverà a indicare alcuni semplici rimedi.

La prima cosa da fare in caso di stress, è svolgere attività che possano contrastare e ridurre questo stato: una passeggiata al parco, un’uscita con gli amici o qualsiasi altra cosa abbia il potere di farci distrarre.

Per difenderci dal mal di denti da stress è inoltre importante prendersi cura della propria salute orale. Spazzolino, filo interdentale e dentifricio sono i nostri più grandi alleati nella lotta alla placca. Anche l’alimentazione può aiutarci contro lo stress: è importante consumare pasti sani e almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, così da fare scorta di vitamine e sali minerali, amici della nostra bocca.

In caso di importanti problemi ai denti, è comunque bene consultare il proprio dentista che saprà consigliare la terapia più adatta alle esigenze individuali.

  • carie nei bambini

Bibite e zuccheri: aumentano i casi di carie tra i bambini

mercoledì, 17 luglio 2019|0 Commenti

In Italia continuano a crescere i casi di carie nei bambini. Le cause sono ascrivibili principalmente al consumo eccessivo di bibite zuccherate e alimenti dolci. Le cose non possono che peggiorare quando a questa cattiva abitudine si associa una scarsa igiene orale.

Se il consumo occasionale di bibite gassate non costituisce un grosso problema per il nostro sorriso, la loro assunzione quotidiana può modificare il pH del cavo orale. Queste bevande contengono anidride carbonica associata a zucchero, combinazione che indebolisce le strutture gengivali e dello smalto. Il risultato è la penetrazione della flora batterica, responsabile della formazione delle carie nei bambini.

 

LO STUDIO CONDOTTO DALLE UNIVERSITÀ DI GLASGOW ED EDIMBURGO

L’assunzione di zuccheri a rapido assorbimento, ossia quelli contenuti nei dolci e nel cibo spazzatura in generale, favorisce l’accumulo di placca e la creazione di un ambiente eccessivamente acido nel cavo orale, promuovendo così l’insorgenza della carie nei bambini.

L’impatto dell’alimentazione sulla salute dei denti dei più piccoli è quindi significativo. A confermarlo è lo studio pubblicato sul Journal of Public Health e condotto delle Università di Glasgow e di Edimburgo sulla base di dati sull’alimentazione, cure dentarie e problemi di carie relativi a quasi 4.000 bimbi tra i 2 e i 5 anni di età.

Dalla ricerca britannica è emerso che i bambini che a 2 anni hanno una scarsa igiene orale (lavano i denti meno di una volta al giorno o non li lavano affatto) presentano un rischio doppio di sviluppare carie già a 5 anni rispetto ai coetanei che lavano regolarmente i denti. Lo stesso vale per i bimbi che mangiano male. Chi consuma molte bevande zuccherate e cibo spazzatura ha il doppio delle probabilità di sviluppare carie rispetto ai coetanei che mangiano in modo sano.

 

L’ACQUA È LA PRIMA FORMA DI IGIENE

Il primo e prezioso alleato della salute della bocca è l’acqua, eppure non è insolito che i bambini preferiscano bere succhi di frutta o altre bevande zuccherate.

Se anche i succhi garantiscono un buon livello di idratazione, è consigliato limitarne il consumo, e non solo a causa dell’elevato contenuto di zuccheri. L’acqua è insostituibile per quanto riguarda la prevenzione della carie nei bambini. Dopo avere mangiato, sciacquare la bocca con l’acqua costituisce infatti la prima forma di igiene.

 

L’IMPORTANZA DI DENTI DA LATTE SANI

Ridurre il consumo di zucchero nei bambini è quindi desiderabile, e non solo per la salute dei denti. Oltre a favorire l’insorgenza di carie nei bambini, gli zuccheri sono causa di sovrappeso e obesità infantile.

Anche se la dentatura in età infantile è temporanea, le basi per una buona salute della bocca a lungo termine si creano già nell’età dei denti da latte. Per questo motivo, prevenire la formazione di carie nei bambini insegnando loro l’importanza dell’igiene orale e di un’alimentazione sana è di primaria importanza.

È cruciale che la dentatura decidua mantenga la propria integrità. La radice del dente da latte agisce infatti come una sorta di guida per l’eruzione del dente permanente. Di conseguenza, se il dente da latte si ammala o viene estratto prematuramente, quello permanente potrebbe avere problemi a svilupparsi.

 

IL RUOLO DEL PEDODONTISTA NEL PREVENIRE LA CARIE NEI BAMBINI

Scopo del dentista dei bambini è quello di promuovere una sana e armonica crescita dei più piccoli e dei loro denti. Per questo è importante procedere a controlli periodici: monitorando in maniera costante la bocca del piccolo paziente, il pedodontista potrà definire una più mirata e corretta profilassi da seguire.

La carie è una delle patologie più comuni nei piccoli pazienti e il compito del dentista è quello di insegnare loro l’importanza dell’alimentazione e le pratiche per una corretta igiene dentale.

 

L’IGIENE DENTALE PUÒ DIVENTARE UN GIOCO

Se parte del lavoro del pedodontista è insegnare ai piccoli pazienti come e quando lavare i denti, quello dei genitori è di assicurarsi che i bambini lo facciano con regolarità.

La corretta igiene orale è alla base della prevenzione della carie nei bambini. Perché siano abituati a prendersi cura dei loro denti, è importante che i bimbi vivano questo momento come un divertimento e non come un noioso obbligo. È pertanto consigliato acquistare spazzolini colorati con i personaggi dei cartoni animati da loro preferiti.

Ricordiamo inoltre che l’uso del dentifricio è sconsigliato al di sotto dei 3 anni di età: il bambino, per curiosità o per gioco, finirebbe per ingerirlo.

  • traumi dentali

Traumi dentali nei bambini: lo Studio dentistico Zanotti di Castel Maggiore spiega cosa fare

mercoledì, 12 giugno 2019|0 Commenti

I traumi dentali in età pediatrica sono eventi piuttosto comuni che coinvolgono soprattutto i bambini che hanno appena iniziato a camminare o quelli molto vivaci. Circa la metà dei bimbi ha infatti un’esperienza di trauma dentale e l’incidente più frequente è la frattura della corona.
In caso di traumi importanti possono essere coinvolti anche più denti e le strutture ossee che li sostengono; il trattamento della lesione varia quindi in maniera considerabile a seconda della gravità dell’incidente.
Con questo articolo lo Studio Zanotti, il dentista di Castel Maggiore, vuole fornirvi gli strumenti necessari per reagire in maniera adeguata a questo tipo di incidenti, siano essi lievi o più gravi.

 

TRAUMI DENTALI: COSA FARE

In caso di traumi dentali, l’intervento da parte dell’odontoiatra non è sempre necessario e varia di molto a seconda dall’incidente; è quindi più importante la prontezza dei genitori o di chiunque stia badando al bambino.
Subito dopo l’incidente, la ferita deve essere risciacquata con acqua fredda e si può eventualmente posizionare un impacco di ghiaccio sulle labbra e sugli altri tessuti per ridurre gonfiore e dolore. In caso di sanguinamento copioso, l’emorragia può essere fermata comprimendo la ferita con della garza sterile. Se l’emorragia non si arresta nel giro di 5-10 minuti, è necessario portare il bambino dal medico o al pronto soccorso.
I traumi dentali possono causare dolore, che può essere ancora più intenso in presenza di ferite alla mucosa orale o a guance e mandibola. In questa circostanza può essere necessario somministrare al bambino un analgesico, ma solo su indicazione del pediatra.

 

I POSSIBILI TRAUMI DENTALI

Non tutti i traumi dentali hanno uguale gravità, è quindi bene capire quando è necessario rivolgersi al dentista e quando no. Per aiutarvi a prendere la decisione giusta, lo Studio Zanotti, il dentista dei bambini di Castel Maggiore, vi spiega di seguito i traumi più comuni e i comportamenti da tenere.

Distacco di un piccolo frammento della corona. In genere, questo trauma dentale è a carico dei denti anteriori ed è frequente nei primi anni di vita, interessando più spesso i denti decidui. In questo caso è sufficiente pulire la ferita e applicare del ghiaccio per limitare il gonfiore e il sanguinamento.
Frattura della corona o della radice. Questo tipo di trauma è più grave del precedente perché può esserci un danno importante alla polpa del dente. Dopo aver pulito la ferita e applicato il ghiaccio è quindi necessario ricorrere alle cure di un odontoiatra.
Intrusione del dente. A causa del trauma, il dente viene spinto all’interno dell’osso alveolare. Se si tratta di un dente deciduo e l’intrusione è al massimo di 3 mm, non ci sono particolari rischi per il germe del dente permanente sovrastante. Oltre i 3 mm di intrusione è invece necessario rivolgersi al dentista dei bambini.
Estrusione del dente. Si ha un’estrusione quando il dente è parzialmente fuori dall’alveolo. In questo caso il dente va riposizionato il più presto possibile ed è quindi necessario ricorrere alle cure dell’odontoiatra.
Lussazione del dente. I traumi dentali con conseguente lussazione comportano uno spostamento del dente in direzione delle labbra, della lingua o lateralmente. Nei bambini di 1-2 anni di età, si verifica perché l’osso che circonda i denti decidui è abbastanza elastico: in questo caso è necessario riportare il dente lussato nella posizione originaria premendo delicatamente con le dita. Una volta riposizionato il dente è bene portare il bambino dal dentista, per controllare che non ci siano problemi.
Avulsione. Si tratta di un trauma particolarmente grave: il dente si distacca dall’osso alveolare e lo strato protettivo attorno alla radice si essicca e muore, a meno che il dente non venga reimpiantato velocemente. Nel caso di dente permanente, quindi, questo va riposizionato immediatamente nell’osso alveolare: prima viene eseguita questa operazione, più elevata sarà la possibilità che il dente sopravviva.

In caso di traumi dentali è bene mantenere la calma e non preoccuparsi troppo, tuttavia è consigliato non sottovalutare il danno. Chiamate quindi il vostro dentista di fiducia perché possa controllare che non ci siano problemi gravi.

  • dentifricio sbiancante

Dentifricio sbiancante: funziona davvero?

mercoledì, 8 maggio 2019|0 Commenti

Tutti noi sogniamo un sorriso dal bianco abbagliante, ma basta davvero utilizzare un dentifricio sbiancante per avere denti più belli?

Non proprio. Il dentifricio non influisce sul colore intrinseco del dente, la sua azione è quindi esclusivamente esterna: al massimo può aiutarci a eliminare qualche macchia superficiale causata da zucchero, caffè, tè e da tutti gli altri alimenti pigmentosi.

L’utilizzo di un dentifricio sbiancante ha quindi risultati limitati e, in alcuni casi, può persino avere effetti collaterali, come spiegheremo in maniera più approfondita nei prossimi paragrafi. Per avere denti più bianchi e un sorriso da star, è dunque necessario sottoporsi a uno sbiancamento professionale dal dentista.

DENTIFRICI A EFFICACIA MECCANICA

Sul mercato sono presenti dentifrici sbiancanti progressivi che contengono una concentrazione maggiore di agenti abrasivi rispetto agli altri dentifrici.

Questo tipo di dentifricio sbiancante ha quindi un’efficacia meccanica, funziona cioè grazie all’azione di agenti chimici come silice, solfati e perliti che determinano un’azione abrasiva calibrata dello smalto dei denti. Si tratta quindi di una sorta di scrub che elimina i residui alimentari e le macchie che tendono a ingiallire i denti.

L’uso continuativo di questi dentifrici può avere però delle conseguenze negative sulla salute dei denti: un impiego prolungato di questi prodotti può usurare lo smalto dei denti, fino a favorire la formazione dei denti gialli. Il dentifricio sbiancante ad azione meccanica può inoltre aumentare il rischio di ipersensibilità, carie e pulpite. Fate dunque attenzione a usare il prodotto solo come trattamento periodico.

DENTIFRICI A EFFICACIA CHIMICA

In commercio esistono poi prodotti sbiancanti a efficacia chimica, composti da sostanze che sciolgono alcune macchie dei denti. Il dentifricio sbiancante a efficacia chimica agisce internamente allo smalto dentale, sbiancando le sostanze che ingialliscono i denti.

La loro azione è meno rapida rispetto ai prodotti ad azione meccanica e i risultati sono visibili solo dopo qualche applicazione.

MEGLIO AFFIDARSI A UN PROFESSIONISTA

Se usato nella giusta misura, il dentifricio sbiancante può aiutarci a mantenere un sorriso più bello, ma da solo non basta. A esso dobbiamo associare una dieta sana e una corretta igiene orale.

L’effetto di questi prodotti, però, non è altrettanto duraturo e immediato di uno sbiancamento dentale professionale. Il vostro dentista saprà inoltre valutare il trattamento più adatto al vostro sorriso: sedute di laser, mascherine personalizzate o faccette di porcellana.

Lo sbiancamento dentale con il laser consiste nell’applicare un gel viscoso a elevata concentrazione di perossido di idrogeno. I denti vengono poi esposti alla luce di speciali lampade al plasma che accelerano l’effetto di penetrazione della sostanza sbiancante contenuta nel gel. L’operazione può durare dai 30 ai 90 minuti, a seconda della colorazione iniziale dei denti. Basta una seduta, o al massimo due, per avere denti più bianchi e un sorriso più sano.

Per utilizzare le mascherine, è invece necessario fare il calco delle arcate del paziente. Il calco servirà da modello per la realizzazione di una mascherina di silicone morbido, perfettamente aderente ai denti. La mascherina viene poi cosparsa di un gel sbiancante e applicata alle arcate dentarie. Sarà il dentista a stabilire la durata del trattamento.

Anche le faccette ceramiche, lamine in ceramica che vengono applicate sulla superficie esterna dei denti, ci aiutano a sfoggiare un sorriso brillante. In genere si ricorre a questa tecnica nel caso in cui le altre due siano inefficaci, a causa di denti troppo rovinati. Le faccette ceramiche garantiscono un ottimo risultato anche nel lungo termine, dal momento che la ceramica ha la caratteristica di non subire pigmentazioni.