Il riscontro del Pronto Soccorso va seguito da una visita specialistica di approfondimento diagnostico. Un dentista esperto in Endodonzia potrà valutare con strumenti ottici e radiografici e test appropriati la presenza di eventuali fratture dentali. Importante sarà anche determinare il danno subìto dalla polpa dentale, con prove di vitalità nell’immediato e a distanza di tempo dall’incidente. Spesso infatti le conseguenze del trauma possono essere indirette per lesione dei vasi sanguigni che alimentano la polpa. Se questa va in degenerazione il dente perde la sensibilità al freddo e nel tempo diventa di colore più scuro, aprendo il campo a una sequela patologica che porta a infezione, dolore, ascessi e gonfiore facciale e infine alla perdita del dente. La terapia è il trattamento endodontico (detto anche cura canale odevitalizzazione) che ha lo scopo di mantenere senza sintomi il dente traumatizzato con un intervento minimo e minimamente invasivo rispetto alle alternative. La prognosi è molto buona nella grande maggioranza dei casi, anche dal punto di vista dell’aspetto estetico e del colore.

Dove possibile, e specialmente se chi ha ricevuto il trauma è ancora in crescita, si cercherà di mantenere la polpa vitale con ogni mezzo. Non dimentichiamo infatti che la funzione della polpa è quella di far crescere in lunghezza e spessori la radice, crescita che si protrae anche dopo l’eruzione dei denti. I giovani denti permanenti, benché forniti di un aspetto e dimensione e colore “da adulti” (la parte esterna visibile, fatta di smalto, si forma per prima) hanno invece la radice ancora immatura e più fragile, in una fascia d’età in cui i bambini sono particolarmente esuberanti. Pur senza frustrare il loro dinamismo, è però opportuno adottare un minimo di regole di prevenzione per contenere il rischio di trauma ai denti che hanno appena sostituito i denti da latte. La loro compromissione porta all’interruzione della crescita radicolare (lunghezza e spessori) con fragilità permanente e ridotta aspettativa di durata.